3. ASPETTO TONALE E TONALITÀ APPARENTE
La caratteristica principale del canto popolare sardo
consiste nel considerare la melodia una parte interna dell'armonia (boghe,
bogi), la seconda delle quattro voci. In una tonalità maggiore
questa regola non travisa l'armonia. Cito lo Stabat Mater (Ittireddu)
(Fig. 12).
Fig. 12 - Accordi maggiori in tonalità maggiore: Stabat
Mater di Ittireddu (Esecutore: SU CORO 'E CHEREMULE)
-
(583 kb)
Invece in un brano che assegna a sa 'oghe un'evidente
melodia minore, l'armonizzazione sarda costringe all'accordo maggiore.
Esemplifico con il Miserere di Pozzomaggiore (Fig. 13).
Fig. 13 -
Accordi maggiori su tonalità minore: Miserere di Pozzomaggiore
(Esecutore: SU CORO 'E CHEREMULE)

-
(596 kb)
Notiamo come all'accordo sul I° grado (SOL minore)
si sostituisca quello sul III° grado (SI bemolle maggiore),
restando nella tonalità del SI bemolle maggiore sino alla cadenza
sul primo emistichio. Il secondo emistichio termina in SOL: la nota conclusiva,
tonica del SOL minore preparata dalla settima di dominante (RE settima),
viene armonizzata con un accordo maggiore, sempre per il principio che
la musica sarda non accetta l'accordo minore.
Per spiegare questo fatto io parlo di tonalità falsa o apparente,
per la coesistenza di una melodia in tono minore nell'armonia di una
tonalità maggiore. Naturalmente il concetto di modalità relativo
all'armonia del canto popolare sardo rende più comprensibili queste
apparenti contraddizioni.
La presenza della nota naturale nel registro de sa
'oghe e della medesima nota, alterata stavolta, in sa mesa
'oghe, dà luogo a delle false relazioni. Fatto
molto comune nell'armonia sarda. In Lauda de s'isclavamentu di
Bulzi (Fig. 14), il DO naturale de sa 'oghe si
trova in falsa relazione con il DO diesis de sa mesa 'oghe.
Fig. 14 - Falsa relazione in Lauda
de s'isclavamentu di Bulzi (Esecutore: SU CORO 'E CHEREMULE)

-
(465 kb)
ASPETTO
RITMICO »
|