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4. ASPETTO RITMICO

Nel canto popolare sardo risulta autonomo anche l'aspetto ritmico.
Essendo la mia ricerca un'analisi che necessariamente deve ricorrere ai codici grammaticali della musica dotta, i criteri di approccio al canto popolare risultano quanto mai schematici e stilizzati. Proprio per questo fatto, in una lavoro di ricerca sulla musica popolare, la registrazione dell'elemento sonoro diventa obbligatoria per un qualsiasi fondamento scientifico del lavoro stesso, che deve comprendere insieme elemento melodico e ritmico.

a. Ritmo libero

L'aspetto più evidente di molti canti popolari, sia monodici che polivocali, è la libertà ritmica, cioè l'autonomia da una qualsiasi misurazione metronomica, sebbene questa affermazione abbia bisogno di ulteriori spiegazioni. La partitura può, in molti canti, avvicinarsi anche alla realtà esecutiva, ma mai pretendere di rappresentarla pienamente.

Certi canti non sono assolutamente misurabili, ad esempio diverse A ninnia, il falsobordone di molti canti a cuncordu, Bellos prodigios di Nulvi, dove il solista è molto libero. Altri, invece, sono rigorosamente misurati per tutta l'estensione del brano o per buona parte di esso, ad esempio il canto a tenore o su ballu a cantigu.

Una diversificazione ritmica viene dettata dal contesto esecutivo e dalla destinazione del canto.

b. Ritmi semplici e ritmi composti

Il canto popolare, quando non è assolutamente libero, risulta possedere il movimento dei tempi semplici (2/8, 3/8, 4/8 – 2/4, 3/4, 4/4 – 2/2 etc.) o dei tempi composti (6/8, 9/8, 12/8 etc.). Con queste indicazioni si riesce a dare l'idea ritmica di ogni canto.

Non è possibile, invece, rendere con un unico tempo, un intero brano, infatti, altro elemento notevole è la presenza, in uno stesso canto, di molte indicazioni di tempo, proprio per il carattere di libertà estrema del canto popolare sardo.

c. Sincope

Seppure raro, anche nel canto popolare sardo esiste il fenomeno della sincope, lo spostamento dell'accento ritmico dalla parte forte alla debole della battuta. Ho notato questa scossa ritmica in due esempi di ballu a cantigu, dove il ritmo, che deve sostenere la danza, è rigorosamente misurato. Il primo è Su ballu mannu di Buddusò (Fig. 15): la sincope crea un ritmo frenetico. L'altro esempio da citare è Su dia doi solistico di Ozieri.

Fig. 15 - Sincope in Su ballu mannu di Buddusò (Esecutore: SU TENORE BUDDUSOINU)

Pentagramma
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