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REPERTORIO
CANTI
DI RINGRAZIAMENTO
7. DROMMI VIDA E CORO
Testo e Musica: POP. ROMANA
Armonizz.: PINUCCIO SOLINAS
Drommi, vida e coro,
e reposa anninnia.
Su fizu de Maria
s’est fattu Redentore
e pro su peccadore
s’est postu in agonia.
Drommi, vida e coro,
e reposa anninnia.
Pitzinnu gratziosu,
benignu e giocundu,
chi fit Re de su mundu
e de sos santos gosu;
columbu amorosu
e de sos giustos ghia.
Drommi, vida e coro,
e reposa annnnia.
Sos Res de Oriente
benin umitiados,
pustis imbenujados
totu unidamente
li donan a presente
mirra, incensu e oro.
Drommi, vida e coro,
e reposa anninnia.
Celeste Tesoro o Drommi Vida e Coro. È il canto natalizio di più vasta diffusione. Non c’e area in Sardegna che non abbia di tale brano la propria variante locale: dalla semplicità monodica della nenia alla complessità del dialogo tra solista e coro nell’esecuzione polivocale. Dal nord al sud dell’Isola questo canto porta con sé il fascino di una ninna nanna a Gesù Bambino, visto nella sua disarmante umanità. Molte tradizioni locali eseguono il canto per tutta la durata delle festività di Natale, altre solo nella messa di mezzanotte. A Pattada tale canto, che ha una sua melodia originale, viene chiamato Gosos de Pupu Bellu. Nel Meilogu troviamo invece il titolo Custu Pitzinneddu o Custu Pippieddu. La struttura metrica è formata da versi senari: una quartina iniziale costituisce la cornice che apre e chiude l’esecuzione, seguono delle sestine che vengono completate dalla ripetizione del terzo e quarto verso della quartina-cornice. Si tratta, in pratica, della struttura formale dei Gosos, sebbene in versi senari.
A Romana questo canto natalizio si eseguiva solo durante la Messa di Mezzanotte (a missa ‘e puddu), ma la tradizione è stata abbandonata negli anni ’60, forse per mancanza di esecutori. Qualcuno sostiene che il canto a Romana sia giunto dal Campidano, ma questo contrasta col testo, che è logudorese.
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