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REPERTORIO
CANTI
DI RINGRAZIAMENTO
3. SU NINNIDU
Testo e Musica: POP. MARTIS
Armonizz.: PINUCCIO SOLINAS
A su nascher de Gesusu
versan sos ojos mios
de piantu largos rios
teneramente
Senza piangher comente
mirende su divinu
s’amabile Bambinu
lagrimende.
E Maria cantende
non sensat de ninnare,
sa vida cheret dare
pro lu drommire.
“Ite m’hat a affligire,
- li narat - Fizu meu,
Fizu, Segnore Deu
e Criadore”.
Il testo originario del canto, Nenia verginale di Maria al Nigno Gesù, viene riportato da Matteo Madao in Le armonie de’ Sardi del 1781. Come tipico della tradizione popolare ogni tradizione locale crea delle varianti testuali. Questa Ninna Nanna, sebbene sia in realtà un canto natalizio, anticipa il Venerdì Santo, profetizzando nelle parole di Maria le future sofferenze del Figlio appena nato e facendo comprendere come il momento più sentito dalla devozione popolare fosse la Passione di Cristo della Settimana Santa. Questo canto può essere datato entro la prima metà del ‘700.
L’area di diffusione è soprattutto logudorese. Il testimone privilegiato di questo canto, che negli anni ’50 a Martis non si esegue più, è ANDRIA FORRIA, classe 1914, di Martis, cantoniere e Cunfrade de su Rosariu.
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