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REPERTORIO

CANTI DI RINGRAZIAMENTO

15. SOS TRES RES
Testo e Musica: POP. CHIARAMONTI
Armonizz.: PINUCCIO SOLINAS

1.
Sa via ‘e sos Tres Res in giusta ‘e ghia
cun sos suos bolantes assistentes,
un’istella hat bessidu in s’Oriente
in favore a Giuseppe e a Maria.

2.
Si nde falan dae caddu totos Trese
e ztoccan in sa porta beneitta,
nende chi: “Nois semus sos Tres Rese,
benimos a bos fagher s’imbisita”.

3.
S’anghelu Gabriele armende rosa
pro adorare su veru Messia.
Santu Giuseppe cun sa sua isposa
e duos angheleddos in cumpagnia.

1.
E bonanotte e bonannu
E bonas pascas cumpridas,
chi Deus bos diat vida
e mezus a un’ater’annu.

2.
Cust’est una coiletta
Sa chi nois bos contamus,
su chi nos dade leamus:
cariga, saltitza o petta.

Il canto di questua può essere considerato religioso soprattutto per due motivi: la sacralità del testo tipicamente confessionale e il contesto processionale del canto. I canti di questua erano i canti natalizi eseguiti per strada, davanti alla casa dei padroni, per dare loro, cantando, gli auguri delle tre feste del periodo: Natale, Capodanno ed Epifania. Ai cantori si aggiungeva il codazzo dei curiosi che, sempre più numerosi, accompagnavano come al seguito di una processione i protagonisti del canto. Secondo i testimoni privilegiati i canti di questua nascevano non tanto dall’esigenza di dare gli auguri in musica, ma dal bisogno materiale (su bisonzu). Il canto permetteva infatti di chiedere ed ottenere senza umiliazione, nel contesto della festa, lardo, salsicce, carne, formaggio o solo fichi secchi. L’aspettativa del dono era così grande, che, al rifiuto, seguiva l’invettiva (su frastimu) dei cantori, codificata anche nel testo cantato. Ai nostri giorni tale eventualità sembra scongiurata, sebbene anche oggi ogni cantore porti la sua bisaccia.
La tradizione di questua a Chiaramonti non viene ricordata dai testimoni.
Quella che a Chiaramonti il testimone privilegiato (NINO COSSU, chiaramontese e figlio di un cunfrade de Santa Rughe) considera un unico canto, in realtà è un canto doppio: tre strofe superstiti del vero canto de Sos Tres Res, (Epifania) con una sua melodia, e due strofe di A Gesus in allegria, il canto di questua di Cabuannu (Capodanno), eseguite invece con la melodia dei Gosos.



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