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4. LA FORMA MUSICALE
Per forma musicale di un brano si intendono due realtà:
- - il suo aspetto esteriore, che si avvicina all'idea di stile (M.
Mila);
- - schema formale codificato entro i cui limiti si costruisce un brano,
cioè la struttura o il genere.
Riferendoci al canto popolare risulta preferibile rifarsi
al primo significato, che ci permette di classificare meglio il canto
sardo nei suoi diversi stili compositivi che sono:
- - Melodia monodica, Nenia,
- - Melodia accompagnata (Canto a tenore, Ballu a cantigu)
- - Falsobordone (Ordinarium Missae, Antifonae, Te Deum)
a. Melodia monodica
Il termine melodia non ha bisogno di ulteriore
definizione, in quanto indica un arco sonoro, originato da una cellula
musicale, formato da incisi, semifrasi e frasi, il cui insieme determina
estensione, gamma e clima del canto. Trattandosi di canto, incisi, semifrasi
e frasi musicali coincidono con il testo o, almeno, devono rispettare
una certa logica musicale. Queste parti minime del canto si richiamano
come in un dialogo: domande che ottengono una risposta positiva o negativa.
Melodia qui si identifica con nenia, cantilena,
recitativo.
b. Melodia accompagnata
Appartiene a questa seconda forma musicale la melodia
accompagnata, una melodia, cioè, nettamente distinta, anche
ritmicamente dalle altre tre voci che ne sostengono armonicamente l'arco
melodico.
Gli esempi più chiari di questo genere musicale
sono su tenore e su ballu a cantigu. Le tre voci di accompagnamento
rappresentano un sostegno armonico, mentre sa 'oghe, nettamente
separata, segue un proprio disegno ritmico. Ecco Su cantigu a tronadas
di Mores (Fig. 16).
Fig. 16 Cantigu a tronadas di Mores
(Esecutore: SU CORO 'E CHEREMULE)

- (98 kb)
c. Falsobordone
Il Falsobordone, che costituiva una pratica del
canto liturgico diffusasi nel sec. XVI, relativa soprattutto ai Vespri,
indica un brano polivocale sostenuto da accordi fermi, che procedono spesso
per moto parallelo. Questo accade, a volte, anche nel repertorio popolare
sardo. Solo in questi casi il canto a cuncordu si avvicina al falsobordone,
più o meno esplicito. Riporto il Miserere di Pozzomaggiore
(Fig. 17), nel quale ad un'intonazione melodica del 1°
versetto segue il falsobordone degli altri versetti.
Fig. 17 - Accenno di falsobordone
nel Miserere di Pozzomaggiore (Esecutore: SU CORO 'E CHEREMULE)

- (596 kb)
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