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FORMA ESECUTIVA

La forma esecutiva si riferisce a due aspetti del canto: al protagonista e al contesto in cui tale canto viene eseguito.

Una prima distinzione separa il canto sardo tra forma monodica e forma polivocale. La forma monodica è riferibile al canto che ha una sola melodia, quella polivocale, invece, al canto la cui melodia viene accompagnata da altre voci. È preferibile utilizzare l'aggettivo polivocale, in quanto si parla solo di diverse voci che hanno lo stesso ritmo. Polifonico, invece, si riferisce ad un canto polivocale le cui parti siano in contrasto ritmico tra loro.
- Canto monodico
- Canto polivocale:
     a cuncordu sacro e profano forma responsoriale
     a tenore, identificabile anche nel ballu a cantigu

a. Canto Monodico

Per canto monodico s'intende l'esecuzione ad una voce o un'esecuzione del solista. Appartengono a questa forma esecutiva molti brani come A ninnia, Cantigos de ammutiu, Ballos a cantigu. Sono da considerarsi monodici anche quei canti che, poche decine di anni fa, costituivano sa 'oghe dei canti a tenore e di questi rappresentano le uniche testimonianze.

Riporto il Tai tai di Mores (Fig. 18), che è un ballo sardo.

Fig. 18 - E tai tai monodico di Mores (Esecutore: Tiu GIUANNANTONI CARTA di Mores)

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Ascolto - (238 kb)

b. Canto polivocale responsoriale

Il canto polivocale indica un'esecuzione a più voci che, a sua volta, si divide in due forme esecutive: a cuncordu, che può essere sia sacro che profano, e a tenore, che è solo profano.

Tale canto rientra come esecuzione nella forma responsoriale, termine mutuato dalla liturgia che, in senso lato indica un'alternanza tra solista e coro, mentre in senso stretto affida l'esecuzione di lunghe parti del brano al solista, lasciando al coro formule conclusive.

I. A cuncordu

Il canto a cuncordu indica un'esecuzione a 4-5 voci maschili, canto nel quale il testo viene cantato simultaneamente da tutti i registri del coro che, partendo da quello grave sono basciu, contra, boghe e mesa 'oghe. La taja gallurese è un canto corale a 5 voci con su falsittu finale.

La caratteristica di simile complesso vocale consiste nel considerare la melodia portante del brano non quella della parte più acuta, cioè sa mesa 'oghe, ma la seconda, sa 'oghe. La conseguenza principale di tale impostazione è l'impossibilità dell'accordo minore ed il carattere di arcaicità di tale armonizzazione, basata sui due accordi maggiori di tonica e di dominante.

Nella forma a cuncordu sono compresi tutti i brani sacri delle Cunfrarias, ma sono numerosi anche i canti profani, nei quali domina il carattere responsoriale. Cito, tra questi, Sa maestralina di Thiesi, S'istudiantina del Montiferru, Sa pedrina del Marghine. Spesso da un canto a cuncordu sacro se ne origina uno profano che, pedissequamente, lo imita in tutto: Non mi giamedas Maria (sacro) e Maria filonzana tessidora (profano) di Nughedu San Nicolò hanno la medesima melodia. Esemplifico il canto a cuncordu con Non mi giamedas Maria di Nughedu San Nicolò (Fig. 19).

Fig. 19 - Canto a cuncordu: Non mi giamedas Maria (Esecutore: SU CUNCORDU 'E SANTU NIGOLA di Nughedu San Nicolò)

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Ascolto - (404 kb)

Sarebbe molto riduttivo classificare, come ho sentito da alcuni musicisti, il canto a cuncordu come un falsobordone, termine che va più d'accordo con la salmodia, fatta di recitazione su accordi tenuti, dove è frequente la modulazione per blocchi sonori, cioè il passaggio improvviso da una tonalità ad un'altra. Il termine ci aiuta a comprendere la forma musicale del canto a cuncordu.

II. A tenore

Il canto a tenore è la più originale e antica forma di canto sardo, costituito da un quartetto vocale guidato dal solista (sa 'oghe), chiamato anche su tertzu. L'accompagnamento (su tenore), detto anche sas armas, è costituito da sa mesa 'oghe, su contra e su basciu.

Armonicamente sa 'oghe costituisce la seconda voce della tessitura vocale, voce intermedia tra mesa 'oghe e contra. Solamente il solista canta il testo, mentre sas armas accompagnano con delle sillabe senza senso tipo “bo, ba, boin, bom, bam, ne, de etc” . Questo modulo di canto è solo profano. Poco noto è il tenore del Logudoro, ma per niente inferiore a quello barbaricino.

A questa tradizione appartiene Su passu di Buddusò (Fig. 20).

Fig. 20 - Canto a tenore: Su passu di Buddusò (Esecutore: SU TENORE BUDDUSOINU)

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Ascolto- (143 kb)

Di Pinuccio Solinas


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